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SUPERBONUS 110% E LO SCONTO IN FATTURA

By 14 Ottobre 2020No Comments

Parliamo ancora delle spese che andremo a sostenere dal 01 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per la riqualificazione energetica delle nostre case, ricordiamo che la riqualificazione deve garantire il recupero di almeno due classi energetiche!

Qualora non vi sia capienza per il recupero dei costi sulla base delle tasse che paghiamo annualmente o qualora vi sia il pericolo di non avere capienza per tutti e 5 gli anni o non si è sicuri di poter avere la possibilità di portare avanti la detrazione per 5anni, lo stato ha concesso ulteriori due possibilità di recupero dei costi, si può optare per la cessione del credito d’imposta o per lo sconto in fattura.

Sappiamo che a partire dal prossimo 15 ottobre si potrà comunicare all’agenzia delle entrate quale sarà la scelta fatta.

Farei una precisazione per non fare confusione, questa opzione non  vale solo per i lavori rientranti nel superbonus del 110% ma vale per tutti i lavori di tradizionalmente conosciuti come:

  • ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio con percentuale di recupero del  50%
  • riqualificazione energetica con recupero del 65% o del 110% se rispettosi di determinati parametri
  • adozione delle misure antisismiche recupero del 110%
  • recupero o restauro facciata il famoso bonus facciate recupero del 90%
  • installazione di impianti fotovoltaici qualora eseguiti come lavori trainati rientranti nel 110%
  • installazione colonnine per la ricarica di veicoli elettrici anche in questo caso se eseguiti con i lavori trainanti rientranti nel 110%.
  • La comunicazione può e deve essere fatta solo in via telematica a partire dal prossimo 15 ottobre e comunque entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui verrà sostenuta la spesa.

La comunicazione potrà essere fatta dal beneficiario della detrazione per le abitazioni private o dall’amministratore di condominio per i lavori svolti sulle parti comuni di un edificio.

Si potranno fare più comunicazioni anche per SAL in ogni caso non più di due ed i lavori devono riferirsi ad almeno il 30% dei lavori.

Ricordiamo che per effettuare l’opzione per la cessione del credito o lo sconto in fattura è necessario il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione, fra l’altro in questo visto devono essere verificati anche i professionisti incaricati,  in particolare che abbiamo rilasciato le asseverazioni e le attestazioni necessarie e soprattutto che abbiano stipulato la polizza di assicurazione responsabilità  civile, e che la stessa sia stipulata con il massimale richiesto minimo di 500.000,00euro.

Oggi in particolare vediamo lo sconto in fattura, in cosa consiste? E’ come se si trattasse di un contributo che il contribuente riceve sul corrispettivo dovuto per determinati lavori, viene anticipato dei fornitori che hanno effettuato i lavori.

Lo sconto che si può ottenere può riguardare l’intera somma sostenuta per i lavori o anche per un importo inferiore è chiaro che non può essere superiore!!

Ipotizziamo di voler sostituire la caldaia della nostra casa attualmente a gpl e vecchia di 15 anni, quindi abbiamo a disposizione essendo una casa singola 30.000,00 Euro (non è detto che li spenderemo tutti  ma per facilitare l’esempio facciamo finta di spenderli tutti tanto anche se dovessimo spendere di più non potremmo recuperarli perché questo è il limite imposto dal decreto,  poi decidiamo anche di fare il cappotto e quindi spendiamo 50.000,00 Euro e questi sono lavori trainanti, potremo poi trainare altri lavori, sostituire ad esempio anche i serramenti esterni quindi in tutto spendiamo 100.000,00 Euro,  il decreto ci permette di recuperare 110.000,00 ma non siamo sicuri di avere tutta questa capienza quindi ci accordiamo con i fornitori e decidiamo di chiedere lo sconto per Euro 70.000,00 gli altri 30.000,00 li teniamo in detrazione nella nostra dichiarazione dei redditi quindi nei prossimi 5 anni recupereremo 33.000,00 Euro ossia 6.600,00 Euro all’anno, ed il fornitore? al quale sono rimasti 70.000,00 Euro? Anche lui potrà decidere di portarlo in detrazione per 77.000,00 euro oppure a sua volta potrà cedere il credito ad un fornitore della filiera o ad un istituto di credito.

Se invece dovessimo avere il timore di non avere sufficiente credito o non avessimo i 30.000,00 Euro da pagare al nostro fornitore ed il fornitore acconsentisse potremmo anche chiedere tutto lo sconto, così facendo non si pagherebbe nulla al fornitore ma non si avrebbe diritto chiaramente anche al recupero del 110%, ma bensì del 100%, avremo comunque ottenuto un buon risultato riqualificando un immobile di almeno due classi energetiche senza grossi esborsi di denaro.