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ECOBONUS 110% – aggiornamenti febbraio 2021 [cessione del credito e sconto in fattura]

By 17 Febbraio 2021No Comments

Torniamo sull’argomento del 110% del quale pensiamo di sapere già molto, ma in realtà ci sono alcuni punti che vanno ancora approfonditi e chiariti.

Sia lo sconto in fattura che la cessione del credito sono due misure connesse al superbonus del 110% ma non solo, lo vedremo in seguito, che hanno permesso di dire a qualcuno che era possibile eseguire i lavori di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico a costo zero.

Facciamo un brevissimo passo indietro, cos’è il superbonus, ormai sappiamo che con il decreto n. 34/2020 rilancio Italia è stata introdotta la possibilità di recuperare i costi sostenuti per la riqualificazione del nostro patrimonio immobiliare a condizione che si migliori la precedente classe energetica di due classi oppure secondo l’ultima modifica apportata con la legge di Bilancio 2021 potranno beneficiare del superbonus 110% anche quegli edifici privi di certificazione energetica, a patto che al termine dei lavori si raggiunga la classe energetica A.
Sappiamo che sono previsti dei lavori trainanti che danno diritto alla detrazione senza nessun vincolo mentre ci sono dei lavori trainati che danno diritto alla detrazione solo a condizione che siano eseguiti congiuntamente con i lavori trainanti. Sappiamo che questa detrazione era prevista per i lavori eseguiti dal 01 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 ma, grazie alle modifiche apportate con la legge di bilancio abbiamo ora tempo fino al 30 giugno 2022 ed in determinate situazione fino al 31 dicembre 2022 o ancora giugno 2023.
Infine sappiano che la legge di bilancio ha prorogato fino al 31 dicembre 2021 tutti i bonus sulla casa confermando quindi:

  • il 50% sul recupero del patrimonio edilizio;
  • 50 – 70 – 75 -80 ed 85 per il sismabonus;
  • 50% il bonus mobili il cui limite fra l’altro è passato da 10.000,00 a 16.000,00 Euro;
  • 36% il bonus giardini;
  • l’ecobonus con le varie aliquote a seconda degli interventi
  • ed infine il 90% del bonus facciate.

Quindi di bonus da recuperare ne abbiamo veramente tanti ma cerchiamo di capire bene come fare a recuperare i nostri crediti.

Partiamo subito da un primo chiarimento che aveva creato forti dubbi, ossia, chi non ha reddito ha comunque diritto al recupero del credito? Verrebbe giustamente da pensare che poiché si tratta di un credito di imposta, come faccio a recuperarlo se non ho un reddito e quindi non ho un debito da compensare?
L’agenzia delle entrate ha chiarito nella circolare 30/2020 che solo chi possiede un reddito imponibile può usufruire del superbonus, ma ha anche immediatamente chiarito che un contribuente che dispone del reddito dato dall’unità immobiliare di cui è proprietario è sufficiente per poter beneficiare della detrazione poiché appunto il reddito dell’immobile concorre alla formazione di una base imponibile sebbene noi sappiamo che la prima casa poi di fatto non viene tassata ma il fatto che ci sia reddito da diritto a poter usufruire del superbonus. L’agenzia delle entrate ha inoltre chiarito che il superbonus spetta anche ai contribuenti che facciano lavori di riqualificazione di un immobile a prescindere che siano residenti in Italia o all’estero.

Torniamo alla domanda principale, come faccio a recuperare il mio credito?
Il legislatore ci concede tre strade.
La prima, la più semplice e sicuramente quella vera che in alcuni casi potrebbe far dire al contribuente di aver riqualificato casa non solo a costo zero ma addirittura guadagnando! Ossia recuperare il credito direttamente dal proprio debito d’imposta dalla dichiarazione dei redditi, quindi in maniera molto semplice se abbiamo fatto lavori per 40.000,00 potremmo recuperare 44.000,00 in cinque anni ossia 8.800 euro all’anno, quindi se per assurdo pagassimo 8.800 euro semplicemente non versando il nostro debito Irpef dei prossimi 5 anni, facciamo attenzione che se le nostre tasse invece fossero solo di 7.000,00 rischiamo di perdere 1.800 euro quindi facciamo bene i conti, perchè il credito non può essere portato in detrazione nell’anno successivo e non si può chiedere nessun rimborso, quindi attenzione a fare bene i conti con il proprio commercialista.
Se abbiamo dei dubbi o se sappiamo di non aver tutto questo debito da portare in compensazione allora possiamo utilizzare uno dei due strumenti che il legislatore ha messo a disposizione, certo in questo caso non possiamo pensare anche di guadagnarci!

Possiamo optare per lo sconto in fattura, che consiste in un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo che dobbiamo al nostro fornitore fino ad un importo massimo pari al corrispettivo stesso. Quindi partendo sempre dai nostri 40.000,00 Euro, chiaramente in questo caso non potremmo recuperare 44.000,00, ma potremmo chiedere al nostro fornitore lo sconto, ossia di non pagare questi 40.000,00 e lui potrà a sua volta cedere questo credito o ad un altro fornitore o ad una banca.
Ricordo che queste forme di recupero del credito valgono anche per gli altri bonus ma solo per il 2021 ad esempio se stiamo semplicemente facendo dei lavori di recupero per i quali abbiamo diritto alla detrazione del 50% allora di questi 40.000,00 Euro potremmo chiedere subito lo sconto in fattura di 20.000,00 e pagare solamente la differenza anziché’ portarli a credito in 10 anni.

Infine l’ultima opzione potrebbe essere quella della cessione del credito, in questo caso la cessione ha sicuramente un costo, ormai abbiamo già visto che ci sono parecchie banche disposte ad acquistare il credito, oppure le poste oppure ancora altri soggetti.
La scelta di opzione per queste ultime due forme di recupero del credito necessita di essere comunicata all’agenzia delle entrate, vale a dire entro il 16 marzo del 2021 per le spese sostenute nel 2020 ed entro il 16 marzo 2022 per le spese sostenute entro il 2021. Dovremo comunicare all’agenzia delle entrate quale è la nostra opzione, questa comunicazione può essere fatta solo in via telematica e per la cessione del credito relativa al superbonus 110% è necessario anche il visto di conformità del nostro commercialista che attesti appunto la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione e questo può avvenire solo dopo 5 giorni lavorativi successivi al rilascio da parte dell’Enea della ricevuta di trasmissione dell’asseverazione dei lavori svolti da parte di un nostro tecnico.

Quale potrebbe essere la scelta migliore è difficile dirlo, occorre valutare bene se conviene tenere una quota di credito d’imposta per sé ed in questo caso è necessario valutare bene la propria capienza e la costanza negli anni per non rischiare di perdere magari parte del credito.
Occorre anche fare attenzione al fatto che il credito a seconda del bonus che si va a recuperare si articola in 5 o 10 anni e bisogna considerare che il credito segue l’immobile quindi bisogna anche ricordarsi di specificare in atto la destinazione del credito.